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Il permesso di essere felici, anche se non è tutto perfetto

Il permesso di essere felici, anche se non è tutto perfetto non è una tendenza new age ma una strategia di risultato e parte dell’arte della soddisfazione
La trappola
Quante volte ti sei sorpreso a Sarò felice quando...", seguito da una lista infinita di condizioni?
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- Sarò felice quando avrò trovato il lavoro dei miei sogni.
- Sarò felice quando la casa sarà perfettamente in ordine.
- Sarò felice quando avrò perso quei chili di troppo.
- Sarò felice quando avrò risolto quel problema in famiglia.
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È come se mettessimo la nostra felicità in una teca di cristallo, in attesa del "momento giusto" per poterla, finalmente, vivere. Un momento in cui ogni pezzo del puzzle della nostra vita sarà al suo posto, il cielo sarà limpido e non ci saranno più ostacoli all'orizzonte.
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Ma se questo modo di pensare è la trappola più grande che tendiamo a noi stessi?
La sindrome della Felicità in Stand-by
Chiamiamola Sindrome della Felicità in Stand-by". È la credenza, profondamente radicata, che la felicità sia una destinazione finale, un premio da sbloccare solo dopo aver superato una serie di prove.
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Questo approccio, però, ha due effetti collaterali molto pericolosi:
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- Ci impedisce di vivere il presente. Mentre siamo impegnati a pianificare e a proiettarci in un futuro idealizzato, la vita accade adesso. E ci perdiamo le piccole gioie, le sfumature e le opportunità che solo il momento presente può offrirci.
- Crea un'asticella irraggiungibile. La vita, per sua natura, è un flusso costante di eventi, imprevisti e imperfezioni. Ci sarà sempre una nuova sfida, un obiettivo da raggiungere, qualcosa da "sistemare". Se aspettiamo la perfezione per darci il permesso di essere felici, rischiamo di aspettare per sempre.
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Ribaltare la Prospettiva: La Felicità è una Scelta, non un Risultato
E se cambiassi le regole del gioco? Se, invece di vedere la felicità come il traguardo, iniziassi a considerarla come il carburante per il tuo viaggio? La vera svolta avviene quando comprendiamo che non dobbiamo meritarci la felicità attraverso il raggiungimento di obiettivi esterni. Abbiamo il diritto – e il potere – di scegliere di essere felici qui e ora, con la vita che abbiamo, con le imperfezioni che ci caratterizzano.
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L’arte della soddisfazione
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E’ composta di piccoli passi che ci aiutano a sentire la pienezza e prosperità della nostra vita, pur nella sua imperfezione. Quando scegli di vivere con una prospettiva di abbondanza, è più facile scegliere cosa è davvero importante e far tacere le nostre paure ed i tanti rumori che affollano la testa. Questo non è un pensiero fru fru ma una direzione che permette di essere nel nostro potere.
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Risultati
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Tendere alla soddisfazione non implica ignorare i problemi o rinunciare ai propri obiettivi e progetti. Al contrario. Significa coltivare uno stato d'animo che ci dia l'energia, la resilienza e la creatività per affrontare le sfide e perseguire i nostri obiettivi con uno spirito diverso. Più leggero, più fiducioso. Agevola il raggiungimento dell’obiettivo stesso, facilita l’ottenimento dei risultati.

Donatella Agrizzi
Trainer, Coach e Counselor specializzata in Comunicazione e Leadership
Come Darsi il Permesso, Oggi? 3 Piccoli Passi Pratici
Vivere nella soddisfazione è una pratica, un muscolo da allenare giorno dopo giorno. Non serve una rivoluzione, bastano piccoli gesti consapevoli.
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- Crea un "Barattolo della Gioia Istantanea". Prendi un semplice barattolo e riempilo di bigliettini. Su ogni biglietto, scrivi un'azione che ti porta una piccola, immediata dose di gioia. Esempi? "Ascoltare la mia canzone preferita", "Fare 5 minuti di stretching", "Bere una tisana calda guardando fuori dalla finestra", "Mandare un messaggio gentile a un amico". Quando ti senti sopraffatto o in attesa del "momento giusto", pesca un biglietto e agisci.
- Pratica la gratitudine per il "progresso". Invece di focalizzarti su ciò che manca, sposta l'attenzione sui risultati già ottenuti e ciò che ti aiuta in questo momento. Forse la casa non è immacolata, ma c'è un angolo accogliente che è abbastanza ordinato per rilassarti. Forse non hai ancora raggiunto il tuo peso forma, ma il tuo corpo oggi ti ha permesso di camminare e respirare, ed è un’ottima cosa, un riconoscimento del progresso effettuato. Riconoscere cosa sei già riuscita/o a compiere è un potentissimo antidoto alla perenne insoddisfazione e ti insegna che il percorso stesso e non solo il risultato è fonte di gioia e soddisfazione.
- Festeggia i tuoi successi. Hai finito quel report difficile? Festeggia. Sei riuscito a mantenere la calma nel traffico? Festeggia. Hai bevuto un bicchiere d'acqua in più? Festeggia. Mi hai sentito bene: non aspettare la laurea, la promozione o il matrimonio. Celebra i piccoli successi di ogni giorno, suddividendo i tuoi obiettivi in obiettivi più piccoli e facilmente raggiungibili. Questo ti permette di avere ancora più carica ed energia da dedicare all’obiettivo a medio o lungo termine. Non celebri nemmeno i successi più grandi? Considera quanto il raggiungimento di un obiettivo dopo l’altro senza fermarti ad assaporare la sensazione della compiutezza, sia una corsa continua senza una fine, la ricetta per essere perennemente alla ricerca di qualcosa che non riesci ad afferrare. Avere un alleato nel percorso che ti aiuti nella creazione di obiettivi sfidanti e raggiungibili e ti mantenga sul “pezzo”, permettendoti di affinare la scienza del successo e l’arte della soddisfazione, può fare la differenza.
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La vita non sarà mai perfetta ma puoi apprezzarla per com’è e, nel farlo, essere in grado di renderla ancora migliore. Smetti di mettere la tua gioia in stand-by. Il telecomando è nelle tue mani. E tu, quale piccolo permesso ti concederai oggi per essere felice? Raccontamelo nei commenti, la tua esperienza è preziosa!Grazie!

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